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[
LA STORIA DI NIKOLA TESLA ]
Lino D'Amore
"Posso
riassumere ciò che ho visto con una sola parola: disequilibrio.
Esaminando lo stile di vita del campione di uomo cui sono stato dietro,
sembra che l'umanità odierna non si renda conto, o faccia finta di non
rendersi conto che i malesseri di cui soffre derivano proprio dalle
cattive abitudini di vita. L'ho pedinato giorno e notte: per la maggior
parte della giornata vive a contatto con campi elettromagnetici, dei
quali non so se conosce la dannosità. Il nostro uomo lavora in un
ufficio 8 ore al giorno, sta incollato davanti al computer, o meglio, al
monitor. La sera, sta davanti alla televisione… si vede che non è
contento di essere a contatto con i campi elettromagnetici durante la
giornata. Per non parlare poi del tempo che passa parlando al
cellulare."
"E
non ho finito. Si fuma un pacchetto di sigarette al giorno, può darsi
che abbia una sorta di amore per quel metallo tossico per l'organismo
umano… mi sfugge il nome…"
"Cadmio." Rispose l'altro.
"C'è
poi la ciliegina sulla torta. Vive in palazzi costruiti in cemento
armato, che impedisce ai loro organismi biologici di avere dei contatti
con noi. Del resto, con quei comportamenti di cui ti ho appena parlato,
sembra che il proprio benessere non gli stia molto a cuore."
"Già.
Il quadro che mi delinei me lo aspettavo. Sembra che l'uomo si sia
dimenticato che avrebbe il proprio benessere sott'occhio, dal momento
che noi permeiamo tutto l'universo. Si sono proprio dimenticati del
messaggio di Nikola Tesla. Oggi l'uomo vive in una condizione di
disarmonia nelle relazioni con i propri simili, viste le guerre e i
conflitti attuali, e in una condizione di disequilibrio all'interno del
proprio organismo, disequilibrio che gli causa malattie. Mi chiedo dove
gli uomini andranno a finire…".
Alquanto
strani i protagonisti di questo dialogo.
Dal
colloquio fra i due sembra che essi vivano a contatto con noi, gli
umani, ma noi non riusciamo più ad avere dei contatti diretti con loro.
Già. Inoltre, sembra che siano le nostre cattive abitudini di vita che
ci impediscono di interagire con loro. Da quello che dicono, oltretutto,
sembra che siamo proprio in una brutta strada. Condizione di
disequilibrio, disarmonia a tutti i livelli: nei rapporti con l'esterno,
data la situazione di conflitto e di guerra presente nella maggior parte
del mondo, e a livello "interno", biologico, nell'organismo di
ogni essere umano, dati i frequenti malesseri e le patologie che
affliggono l'uomo.
Ma
chi è Nikola Tesla? E chi sono gli interlocutori di questo dialogo?
Una
domanda alla volta.
[ Un
genio dimenticato in Italia: Nikola Tesla ]
"La
scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine
ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità".
Nikola
Tesla
"Il
progressivo sviluppo dell'uomo dipende dalle invenzioni. Esse sono il
risultato più importante delle facoltà creative del cervello umano. Lo
scopo ultimo di queste facoltà è il dominio completo della mente sul
mondo materiale, il conseguimento della possibilità di incanalare le
forze della natura così da soddisfare le esigenze umane".
Così Nikola
Tesla apre il primo capitolo della propria autobiografia, un volumetto
polveroso fuori catologo, comprato per pochi soldi in un negozio di libri
usati situato oltreoceano.
Sì, sembra
proprio che questo libro fosse un "fondo di magazzino",
riguardante qualcuno non così importante.
Peccato che
a questo "qualcuno non così importante" si debbano molte
invenzioni che ognuno di noi usa nella vita quotidiana, perché proprio a
questo signore quasi dimenticato si devono i rudimenti di molte scoperte,
sviluppate da altri uomini di Scienza, quali la radio, o il radar. Nel
migliore dei casi, il suo nome è connesso all'unità di misura
dell'induzione elettromagnetica, cioè dei campi elettromagnetici generati
dalle antenne per le trasmissioni radiotelevisive e da quelle per le
comunicazioni via cellulare.
Vogliamo almeno per poco, gettare il fascio dei riflettori su questo
scienziato ingiustamente dimenticato, poiché ciò che noi vogliamo
sottolineare è che il suo operato è sempre stato, per usare parole sue,
"al servizio della specie umana", non interessato al successo
personale.
Nikola Tesla
nacque nella notte fra il 9 e il 10 Luglio 1856 a Smilijan. Il padre,
Milutin Tesla di origine serba, era un ministro del culto ortodosso. Sua
madre, Duka Mandic, abile ricamatrice, era una donna non istruita (non era
andata a scuola per accudire i propri fratelli e le proprie sorelle dopo
la malattia che aveva reso cieca la madre), ma era dotata di memoria
prodigiosa. Tesla ha sempre ricordato che la propria madre citava interi
testi della Bibbia e di poesia e affermava di avere ereditato da lei molte
delle proprie abilità, non solo una memoria fotografica ma anche altre
facoltà intellettive come una notevole inventiva e industriosità. Ella
infatti ricavava dalle fibre vegetali delle piante da lei coltivate il
filo utilizzato nei lavori di ricamo e di cucito.
Dopo aver
terminato gli studi di fisica e matematica al Politecnico di Graz, Austria
(contemporaneamente aveva iniziato a studiare filosofia all'Università di
Praga), studiando 19 ore al giorno e dormendo solo due, il nostro
dimenticato scienziato provò sempre di più strani fenomeni, risalenti
all'infanzia.
Nel buio poteva sentire l'esistenza di oggetti "come un
pipistrello". Non solo.
È vero che fin dall'infanzia VEDEVA LAMPI DI LUCE CHE INTERFERIVANO LA
SUA VISIONE DEGLI OGGETTI REALI, ma in quel momento, all'età di
venticinque anni, l'intensità di tali lampi di luce non solo era
aumentata, ma addirittura questi lampi lo circondavano costantemente.
La sua reazione a tali fenomeni consistette nel fatto che un semplice
concetto, espresso verbalmente, si delineava nella sua mente come
un'immagine che egli vedeva e sentiva come se fosse reale.
Ma Tesla non
era nuovo a queste esperienze. Tesla stesso, nella sua autobiografia,
dichiara che nell'età adolescenziale, quando era solo di notte, viaggiava
in mondi sconosciuti e lontani, dove intraprendeva nuovi studi e
intraprendeva delle conversazioni con individui che gli parevano reali
come il mondo esterno. Egli stesso esclude che tali fenomeni siano state
delle semplici allucinazioni.
Già
all'età di diciassette anni, in seguito a questi fenomeni, egli
scoprì di poter creare delle invenzioni nell'intimo della propria sfera
psicologica, della propria mente, avendo l'immagine davanti a sé
dell'invenzione compiuta, riuscendo a definire le eventuali modifiche che
era necessario apportare senza ricorrere a disegni, progetti, modelli o
esperimenti compiuti nel mondo esterno. Con nostro stupore, questo è
sempre stato il metodo di lavoro di Tesla.
Non sembra
poi così audace sostenere che lo Scienziato Croato sia venuto a contatto
con altri mondi e altre dimensioni.
Molti anni
dopo, nel 1899, nel suo laboratorio a Colorado Springs, il suo
trasmettitore ricevette un segnale che si ripetè continuamente. Egli
affermò di aver ricevuto un messaggio dallo spazio. Fu ridicolizzato per
questa sua scoperta. Egli comunque, fu il primo uomo a scoprire le onde
radio dallo spazio.
In un'altra fonte da noi usata per questo lavoro si afferma che Nikola
Tesla lavorò con la tecnologia relativa al viaggio nel tempo. Si crede
che le sue conoscenze provengano da entità di altri mondi.
In ogni
caso, è proprio in questo periodo in cui Nikola Tesla affronta queste
singolari esperienze, che egli inizia ad avere brillanti idee nel campo
della fisica e inizia a dedicarsi anima e corpo al principio della
corrente alternata.
Nel 1881, mentre lavora come disegnatore e progettista all'Engineering
Department del Central Telegraph Office, inizia ad elaborare il concetto
della rotazione del campo magnetico che rese la corrente alternata, quale
è tutt'oggi, uno strumento indispensabile per la fornitura di corrente
elettrica.
L'anno successivo, il nostro scienziato, sempre più interessato al
principio della corrente alternata, si trasferisce a Parigi, essendo stato
assunto dalla Continental Edison Company.
Nel 1883 egli dà vita al primo motore a induzione di corrente alternata,
in pratica, un generatore di corrente alternata. Durante la creazione del
motore a corrente alternata, Tesla seguiva un metodo di lavoro diverso
dagli altri Uomini di Scienza suoi contemporanei, dando prova delle sue
straordinarie facoltà intellettive.
Non era necessario per lui ricorrere a progetti, modelli o a diversi
esperimenti pratici per raggiungere l'ottimale funzionamento della sua
invenzione. Nella sua mente egli aveva ben chiaro il progetto del motore a
corrente alternata. Laddove era necessario apportare delle modifiche a
singole parti, queste operazioni erano attuate solo nell'ambito della viva
immagine che lo scienziato aveva della sua scoperta.
Solo quando egli riteneva che il suo congegno fosse a uno stato ottimale
di progettazione, egli dava incarico ai suoi collaboratori di procedere
alla costruzione, dando loro per filo e per segno le misure di ogni
singolo pezzo che componeva il motore. E, una volta costruito, il motore a
corrente alternata funzionava!
Nel 1884, il
giovane Tesla, desideroso di far conoscere le proprie scoperte, si reca
negli Stati Uniti, sempre per lavorare alla corte di Edison.
Tesla espose
i concetti della sua scoperta relativa alla corrente alternata al grande
Edison. Tuttavia, quest'ultimo era un fiero sostenitore della tecnologia
relativa alla corrente diretta, e le idee espresse dal giovane scienziato
croato non suscitarono alcun interesse.
Tesla non si perse d'animo e continuò a lavorare duramente per Edison.
Anche se non troppo volentieri, accettò l'incarico datogli da Edison di
provvedere alla modifica della progettazione della dinamo, cioè
generatori di corrente diretta. E vogliamo sottolineare che il suo
appoggio alla produzione e distribuzione di corrente alternata non era
motivato da fini egoistici di successo personale.
La produzione e distribuzione di corrente alternata implica costi minori
(in particolare la distribuzione copre spazi più ampi) rispetto alla
produzione e distribuzione di corrente diretta.
Tesla era
sì teso al vedere affermate le proprie scoperte e invenzioni, ma perché
queste erano destinate a "far vivere meglio", a contribuire al
miglioramento delle condizioni dell'uomo.
Purtroppo, in questo primo tempo, prevalsero l'uso e l'interesse relativo
alla corrente diretta, non solo perché Edison aveva un forte sèguito nel
mondo scientifico, ma anche perché i grandi magnati dell'epoca avevano
fino a quel momento investito e finanziato nella tecnologia relativa alla
corrente diretta.
Non solo: a
questo stadio, Tesla non solo vide respinte le proprie idee e innovazioni,
ma dovette subire una beffa dallo stesso Edison: per l'opera di modifica
dei generatori di corrente diretta, a Tesla era stato promesso un compenso
di 50,000 $. Una volta terminato il proprio compito, egli si vide
rifiutato il proprio credito dallo stesso Edison con una battuta ironica
di dubbio gusto.
Le nostri fonti sostengono infatti che Edison liquidò Tesla con la frase
"Tesla, voi non capite il nostro humour americano", sostenendo
in pratica che la ricompensa promessa fosse solo uno scherzo.
Non sembra
troppo difficile comprendere il motivo per cui il nostro Uomo di Scienza
abbandonò la Edison Company.
Nel
frattempo, seguendo sempre il suo metodo, Tesla giunse ad un'altra delle
sue brillanti scoperte, la bobina di Tesla, un trasformatore ad alta
frequenza, che è uno strumento indispensabile per la trasmissione, e
quindi la fornitura a case ed industrie, della corrente alternata.
Nel maggio
del 1885, il magnate Westinghouse acquistò i brevetti di Tesla relativi
soprattutto, al motore a corrente alternata e alla bobina. Così da creare
la Westinghouse Electric Company.
In base ad un contratto stipulato con Westinghouse, Tesla avrebbe ricevuto
dei compensi altissimi, in particolare un milione di dollari per i
brevetti e le royalties. Tuttavia se Westinghouse avesse poi pagato tali
somme, la Westinghouse Electric Company avrebbe dovuto sopportare dei
costi troppo alti e si sarebbe trovata in difficoltà sul mercato rispetto
alle concorrenti aziende.
Tesla si recò da Westinghouse affermando: "I benefici che
deriveranno alla società dal mio sistema di corrente alternata polifase
è per me più importante dei soldi che entreranno nelle mie tasche. Mr.
Westinghouse, voi salverete la vostra azienda così potrete sviluppare le
mie invenzioni. Qui c'è il vostro contratto e qui c'è il mio, li strappo
a pezzetti e non avrete più problemi con le mie royalties".
Non c'è
dubbio che Tesla sia stato un uomo coerente con sé stesso: egli ha sempre
affermato che lo scopo della scienza era il miglioramento delle condizioni
dell'umanità. E questo episodio mostra quanto egli ritenesse che lo
sviluppo, lo sviluppo delle condizioni materiali (e psicologiche)
dell'Uomo fosse l'obiettivo che l'Uomo di Scienza doveva a tutti i costi
raggiungere, anche a costo di sacrificare il proprio vantaggio personale.
Grazie al
suo gesto Westinghouse potè rimanere nel business e diventare ricco.
Tesla al contrario, no. Egli ha preferito che altri diventassero ricchi,
raggiungessero quindi il successo economico e che tutta l'umanità godesse
dei vantaggi dalle sue invenzioni.
Schivo dal
successo personale ed egoistico, egli era felice di trasmettere il proprio
successo agli altri. Tesla forse, è stato uno dei primi che ha capito che
cosa volesse dire la parola "Successo".
Ognuno di
noi è teso verso il futuro, al successo personale, limitato e chiuso.
Tesla al contrario, comprese che il successo non era solo questo ma era di
più: la condivisione e il trasferimento dei propri risultati e conquiste
agli altri, al mondo esterno. Circa gli scopi che l'Uomo di Scienza deve
conseguire, disse: "L'Uomo di Scienza non mira ad un risultato
immediato. Egli non si aspetta che idee avanzate siano immediatamente
accettate. (…) Il suo dovere è fissare i principi fondamentali per
quelli destinati a venire dopo e indicare la strada". E questo è
accaduto spesso nella vita di Tesla, perché egli ha aperto la strada,
nella creazione di importanti innovazioni, a Uomini di Scienza divenuti
più rinomati di lui. Vediamo questo come è potuto accadere.
Tesla
sosteneva l'esistenza in natura, di campi energetici, di "energia
gratuita" cui diede il nome di etere. E attraverso l'etere, si
potevano trasmettere, ad esempio, altre forme di energia.
La
convinzione dell'esistenza nell'Universo di un'energia inesauribile e
potentissima sorse in lui nell'età infantile, quando giocando a palle di
neve con gli altri ragazzini, aveva assistito ad una slavina.
Egli era convinto che quella frana fosse stata provocata da una semplice
palla di neve e che era bastato un piccolo urto per avere il fenomeno
della slavina, con le sue conseguenze. Egli dedusse quindi che esisteva
un'energia immagazzinata nel cosmo che, se opportunamente sfruttata,
poteva rendere possibile l'utilizzo della tecnologia umana.
Nel maggio
del 1899, si recò a Colorado Springs dove istallò un laboratorio.
Egli riteneva possibile infatti, grazie a questo "pozzo di energia
inesauribile", l'etere, trasmettere energia elettrica a località
lontane senza la necessità di ricorrere ai fili di conduzione elettrica,
e quindi agli elettrodotti.
In
particolare, scoprì che la Terra, o meglio la crosta terrestre, era un
ottimo conduttore di energia elettrica, dal momento che un fulmine che
colpisce il suolo, crea delle onde di energia che si muovono da un lato
della terra all'altro.
Egli istallò nel proprio laboratorio un'enorme bobina che aveva lo scopo
di mandare impulsi elettrici nel sottosuolo, così da permettere il
trasferimento di energia elettrica a lampadine poste a una notevole
distanza.
Secondo le fonti usate nel nostro lavoro, non esistono prove effettive che
Tesla sia riuscito a trasmettere energia elettrica a lunga distanza. Sta
di fatto che egli successivamente, cambiò approccio per realizzare la
trasmissione di corrente elettrica senza fili.
Egli sosteneva che la zona dell'atmosfera terrestre posta a 80 Km dal
suolo, detta ionosfera, era fortemente conduttrice, e quindi poteva essere
sfruttata per trasportare energia elettrica verso lunghe distanze. Ma era
necessario risolvere il problema di come inviare segnali elettrici ad una
tale altitudine.
Ritornando a
New York, Tesla scrisse un articolo di respiro futuristico sul Century
Magazine, affermando la possibilità di catturare l'energia sprigionata
dal sole e proponendo un "sistema mondiale di comunicazione"
utile per comunicare telefonicamente, trasmettere notizie, musica,
andamento dei titoli azionari, informazioni di carattere militare o
privato senza la necessità, ancora una volta, di ricorrere ai fili.
L'articolo
catturò l'attenzione di un altro magnate dell'epoca, J.P. Morgan, che
offrì un finanziamento di 150,000 $, esiguo per costruire tale stazione
trasmittente.
Tesla si mise subito al lavoro, procedendo alla costruzione di una torre
altissima nelle scogliere di Wanderclyffe, Long Island, New York. La
Wanderclyffe Tower non era altro che uno sviluppo delle idee maturate da
Tesla a Colorado Springs.
La torre
consisteva in una struttura in legno ed era impiantata nel terreno grazie
a dei "tubi" di ferro, conduttori di energia elettrica. Alla sua
sommità si trovava una sfera di acciaio. Per quanto la Wanderclyffe Tower
si fondasse sul principio della radio, lo scopo che primariamente Tesla
voleva conseguire era la trasmissione di elettricità senza fili,
obiettivo che il nostro scienziato non espose a Morgan. E questo fu un
errore fatale.
Il 12
dicembre 1901 il mondo fu sconvolto da una notizia sensazionale: Guglielmo
Marconi aveva trasmesso la lettera "S" oltreoceano, da una
località in Cornovaglia tale informazione era stata trasmessa a New
Foundland, in America. Morgan, contrariato, ritirò l'appoggio finanziario
a Tesla.
Il magnate
era adesso contrariato dall'idea di "energia gratuita", quindi
non possibile oggetto di transazioni commerciali.
Ancora una volta gli interessi economici che i grandi finanziatori
volevano perseguire frustravano l'obiettivo che lo scienziato croato
voleva perseguire: l'evoluzione tecnologica e in ultima sostanza, il
benessere dell'umanità.
Ciò che
stava a cuore a Nikola Tesla era la serenità e la felicità del mondo
intero.
Questo era
l'obiettivo che Tesla aveva sempre perseguito nel suo lavoro di scienziato
vero: poco spazio occupavano nella sua mente il tornaconto e il vantaggio
economico.
Ma questo suo ideale si è scontrato nella sua vita con il prevalere degli
interessi finanziari ed ha pagato di prima persona questa sua attitudine,
poiché se non avesse rinunciato al contratto concluso con Westinghouse,
egli avrebbe potuto dare seguito concreto alle proprie scoperte, come la
Wanderclyffe Tower, impedendo che altri al suo posto raggiungessero il
successo personale, anche economico.
Egli era veramente un uomo di Scienza disinteressato, poiché la sua mente
era impegnata solo nel processo di innovazione scientifica, mentre era del
tutto disinteressato alla produzione delle sue scoperte.
Questo lo
lasciava indifferente, preferiva lasciarlo agli altri.
Una fonte
usata nel nostro lavoro sostiene che Tesla in un qualche momento della sua
vita aprì il proprio laboratorio a Marconi, fornendogli delle notizie
utili, che sono state sviluppate e attuate dallo scienziato italiano.
Alla notizia della trasmissione del segnale da parte di Marconi, reagì
affermando che lo scienziato italiano aveva utilizzato 17 dei suoi
brevetti.
Sì, Nikola
Tesla è stato coerente con la propria idea di Uomo di Scienza: "Il
suo dovere è fissare i principi fondamentali per quelli destinati a
venire dopo e indicare la strada". Non sembra azzardato affermare che
fu Tesla comunque che per primo lavorò con le onde elettromagnetiche
radio. Del resto esistono dei brevetti, "patents", che provano
ciò. (U.S. patents #645,76 e #649,621).
E proprio fondandosi su questi brevetti che il nostro Uomo di Scienza
ricorse in giudizio per tutelare i propri diritti. Sfortunatamente, una
prima sentenza del 1915 non gli riconobbe tali diritti.
Solo nel
giugno del 1943, cinque mesi dopo la sua morte, la Corte Suprema degli
Stati Uniti in una sua decisione (caso 369, 21 giugno 1943) riconobbe che
Tesla aveva per primo inventato la radio.
Tutt'oggi,
si riconosce ancora a Marconi questa invenzione, perché questi per primo
inviò un segnale oltreoceano.
Ma se Marconi riuscì a conseguire tale successo, è grazie anche alle
scoperte attuate precedentemente da Tesla.
E non solo
per quanto riguarda la radio.
Abbiamo
detto che Tesla diede il proprio contributo anche relativamente
all'invenzione del radar.
All'inizio della prima guerra mondiale, Tesla ipotizzava un congegno per
individuare delle navi inviando segnali che consistevano in onde radio ad
alta frequenza.
Il concetto che sta dietro a questa idea sta a significare un dispositivo
particolare: il radar.
Sarà proprio il Marchese Guglielmo Marconi a sviluppare questo concetto,
attuando questa idea e ponendo, nella realtà dei fatti, le basi per la
costruzione del radar.
Nel 1934 Marconi realizzò il collegamento radiotelegrafico fra l'Elettra
(il suo laboratorio situato su un veicolo natante) ed il radiofaro di
Sestri Levante, successivamente, nel 1935 compì esperienze di
avvistamento sulla Via Aurelia.
Ironia della
sorte, Tesla nel suo percorso di vita, incontrò molte volte Guglielmo
Marconi. Nel 1912, Tesla venne candidato al Premio Nobel per la Fisica.
Egli lo rifiutò per non averlo ricevuto nel 1909, al posto di Marconi.
Nel 1915, di
nuovo, Tesla rifiutò il premio Nobel, venendo a conoscenza del fatto che
avrebbe dovuto condividerlo con Edison. Entrambi non ricevettero tale
onorificenza.
Ancora una
volta Tesla si mostra lontano e schivo dagli onori, dal successo
personale, lasciando il conseguimento di tutto ciò agli altri.
Lo scienziato croato sosteneva inoltre, di non stimare Edison come
scienziato in senso stretto dato il suo metodo di lavoro. Disse al
riguardo: "Se Edison dovesse cercare un ago in un pagliaio, egli
procederebbe con la meticolosità di un'ape ad esaminare pagliuzza per
pagliuzza finché non trova l'oggetto della sua ricerca".
Sembra
evidente che Tesla criticasse il ricorrere eccessivo di Edison a continui
e dispendiosi tentativi, progetti, modelli, quand'egli, al contrario,
faceva progetti e tentativi nell'ambito della sua mente.
Sembra plausibile ritenere che Tesla non volle condividere con Edison il
Premio Nobel anche dato lo "scherzo" di dubbio gusto tiratogli
proprio da Tom Edison anni prima.
Ironia della
sorte ancora, nel 1917 gli venne concessa, per il suo contributo al sapere
scientifico, una onorificenza intitolata, guarda caso, a Edison, la Edison
Medal, che egli accettò.
Superata la
mezza età, Tesla, nonostante le sue innovative scoperte, era a corto di
soldi, spostandosi da un albergo a basso prezzo ad un altro, passando le
giornate a nutrire piccioni e aspettando che qualche altro magnate,
desideroso di diventare ricco a sue spese, finanziasse la realizzazione
dei suoi progetti.
Non ci
sono notizie precise relative alla data precisa della sua morte.
Si suppone che sia morto il 7 gennaio 1943, all'età di 86 anni.
Tesla viveva solo, in una stanza d'albergo. Il suo corpo senza vita venne
trovato il giorno dopo.
Più di 2000 persone presenziarono il suo funerale a Manhattan. Così,
questo vecchio, dopo una lunga esistenza dedicata all'evoluzione della
scienza e del benessere dell'Umanità, morì solo, povero e quasi
dimenticato.
Solo
pochi mesi dopo la sua morte la Corte Suprema Federale gli riconobbe la
paternità della radio. Ancora una volta la sua vita è coerente con
quanto egli scrisse o disse: "Lasciamo che il futuro dica la Verità,
e giudichiamo ciascuno secondo la propria opera e gli obiettivi".
In
base a quanto abbiamo detto e illustrato, giudicatelo pure voi che
leggete.
[
L'automobile spinta dall'etere di
Nikola Tesla ]
di
Igor Spajic
Nexus
Gold (maggio-giugno 2005)
La
città di Buffalo, nel nord dello stato di New York negli USA, fu silenziosa
testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante
l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la
produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di
attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie,
una lussuosa automobile si fermò accanto al marciapiede presso il semaforo
di un incrocio. Un passante notò come si trattasse di una berlina
Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei
parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava
l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione
di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore
e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico.
Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era
così perché l'automobile "non aveva motore".
Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come
potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti,
la Pierce-Arrow
non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico.
Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al
passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato
da batterie - da nessun tipo di "carburante".
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando
quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche.
Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo
conosceva come uno "zio": non altri che il genio dell'elettricità
Nikola Tesla (1856-1943).
Negli anni '90 del 19° secolo Nikola Tesla aveva rivoluzionato il mondo
con le sue invenzioni per sfruttare l'elettricità, dandoci il motore
elettrico a induzione, la corrente alternata (AC), la radiotelegrafia, il
radiocomando a distanza, le lampade a fluorescenza ed altre meraviglie
scientifiche. In realtà fu la corrente alternata polifase di Tesla e
non la corrente continua di Thomas Edison ad inaugurare la moderna epoca
tecnologica.
Tesla non rimase a dormire sugli allori ma continuò a
fare scoperte fondamentali nei campi dell'energia e della materia. Scoprì
i raggi cosmici decenni prima di Millikan e fu il primo a sviluppare i
raggi-X, il tubo a raggi catodici e altri tipi di valvole.
Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla
fu che l'energia elettrica può essere propagata attraverso la
Terra
ed anche attorno ad essa in una zona atmosferica chiamata cavità di
Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera,
all'altezza di circa 80 chilometri. Le onde
elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la
risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre)
viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. Il
sistema di distribuzione dell'energia di Tesla e la sua dedizione alla free
energy significavano che con l'appropriato dispositivo elettrico
sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell'energia, chiunque nel
mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema.
Lo sviluppo di una simile tecnologia rappresentava una
minaccia troppo grande per gli enormi interessi di chi produce, distribuisce
e vende l'energia elettrica.
La scoperta di Tesla finì con la sospensione
dell'appoggio finanziario alle sue ricerche, l'ostracismo da parte della
scienza ufficiale e la graduale rimozione del suo nome dai libri di storia.
Dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, Tesla nel 1917 era
virtualmente un "signor nessuno", costretto a piccoli esperimenti
scientifici in solitudine. Nei suoi incontri annuali con la stampa in
occasione del suo compleanno, una figura sottile nel cappotto aperto di
stile anteguerra avrebbe annunciato ai giornalisti le scoperte e gli
sviluppi delle sue idee. Era un triste miscuglio di ego e genio frustrato.
Nel 1931, Nikola Tesla compì 75 anni. In una rara
dimostrazione di omaggio da parte dei media, la rivista Time gli dedicò la
copertina e un profilo biografico. L'anziano ingegnere e scienziato appariva
emaciato anche se non sofferente, i suoi capelli ancora di un nero lucido e
lo stesso sguardo lontano nei suoi occhi di sognatore.
Le
auto elettriche rimangono indietro
All'inizio
del ventesimo secolo, per le automobili elettriche le prospettive erano
luminose. Futuristi come Jules Verne avevano anticipato veicoli elettrici
alimentati da batterie che erano meccanicamente più semplici, silenziosi,
inodori, facili da adoperare e con meno problemi di qualunque automobile con
motore a benzina.
Nell'automobile con motore a benzina occorreva regolare
la valvola a farfalla, l'anticipo dell'accensione, pompare sull'acceleratore
e far girare il motore con una manovella. In un'auto elettrica bastava
soltanto girare una chiave e premere l'acceleratore. Rilasciando
l'acceleratore l'auto rallentava immediatamente.
Se necessario, in un'epoca in cui vi erano poche officine
per auto, un normale elettricista poteva eseguire la manutenzione del
semplice motore a corrente continua. Non vi era olio da cambiare, né
radiatore da riempire, né pompe della benzina o dell'acqua da sistemare,
nessun problema di carburazione, nessuna marmitta che si arrugginiva, nessun
differenziale o trasmissione da controllare, e nessun inquinamento! Il
grasso e l'olio erano limitati a un paio di cuscinetti a sfere del motore
elettrico e ad alcuni raccordi del telaio.
Per le loro consegne i grandi magazzini impiegavano
camion elettrici. I medici iniziarono a recarsi alle visite a domicilio dei
pazienti con "l'elettrica", sostituendo il proprio cavallo e
calesse con qualcosa di altrettanto semplice da mantenere. Le donne
preferivano le auto elettriche per la facilità di guida. Poiché le vetture
elettriche erano limitate in velocità e autonomia dalle loro batterie,
diventarono popolari come trasporti cittadini.
Al di fuori delle città, le strade dell'America di allora erano così
primitive che diventarono riservate ai veicoli con motore a combustione
interna, più veloci, con autonomia maggiore e in rapido progresso. Così,
negli USA vi fu una specie di età dell'oro per i veicoli elettrici dopo che
il resto del mondo iniziò ad abbandonarli. Detroit Electric, Columbia,
Baker, Rauch & Lang e Woods furono le principali aziende tra quelle che
producevano questo tipo di veicoli elettrici; si svilupparono nella loro
nicchia di mercato con una serie di carrozzerie formali, spesso eleganti.
Il tallone d'Achille delle vetture elettriche, comunque,
fu sempre la densità energetica delle sue batterie, ovvero la sua
scarsità. Le batterie erano di tipo al piombo, pesanti e ingombranti, e
sottraevano molto spazio prezioso. Il peso eccessivo riduceva la
maneggevolezza e limitava le prestazioni, anche per gli standard di quegli
anni. I veicoli elettrici non potevano superare i 70-80
Km/h, poiché a queste velocità la batteria si poteva
distruggere in un attimo. Spunti attorno ai 60 Km/h
si potevano sostenere per tempi brevissimi, e la tipica gamma di velocità
dei percorsi era di 25-35
Km/h. Le batterie richiedevano ricariche ogni notte e
l'autonomia massima superava difficilmente i 160 chilometri. Nessun
costruttore di veicoli aveva mai installato un generatore elettrico di
corrente continua, che avrebbe potuto restituire piccole quantità di
energia alle batterie mentre il veicolo era in movimento, aumentandone così
l'autonomia. Vi furono promesse su future potenti batterie innovative sin
dai tempi di Edison, ma alla fine non se ne vide traccia.
Non appena la velocità e l'affidabilità delle
automobili a benzina migliorarono, le auto elettriche furono abbandonate e
rimasero le preferite dai pensionati e dalle signore anziane. L'introduzione
della messa in moto elettrica nelle auto a benzina mise il chiodo finale
alla bara delle auto elettriche.
La
comparsa
di Nikola Tesla
Negli
anni '60 un ingegnere aeronautico di nome Derek Alilers incontrò Petar Savo
e sviluppò una lunga amicizia con lui. Durante il loro sodalizio durato
dieci anni, Savo gli parlò del suo illustre "zio" Nikola Tesla e
delle sue realizzazioni negli anni '30. (Savo era un giovane parente di
Tesla anche se non un nipote, ma si riferiva a lui come "zio").
Nel 1930 Nikola Tesla chiese a suo "nipote"
Petar Savo di venire a New York. Savo (nato in Jugoslavia nel 1899, quindi
43 anni più giovane di Tesla) era stato nell'esercito austriaco ed era un
esperto pilota, così colse fervidamente l'opportunità di lasciare
la Jugoslavia
(paese natale di Nikola Tesla). Si trasferì negli USA stabilendosi a New
York. Nel 1967, in
una serie di interviste, Savo descrisse la sua parte nell'episodio dell'auto
elettrica di Tesla.
Durante l'estate del 1931, Tesla invitò Savo a Buffalo,
nello stato di New York, per mostrargli e collaudare un nuovo tipo di
automobile che aveva sviluppato di tasca sua. Casualmente, Buffalo è vicina
alle cascate del Niagara - dove era entrata in funzione nel 1895 la stazione
idroelettrica a corrente alternata di Tesla.
La Westinghouse Electric
e la Pierce-Arrow
avevano preparato questa automobile elettrica sperimentale seguendo le
indicazioni di Tesla. (George Westinghouse aveva acquistato da Tesla i
brevetti sulla corrente alternata per 1,5 milioni di dollari all'inizio del
20° secolo).
La Pierce-Arrow
adesso era posseduta e finanziata dalla Studebacker Corporation, e utilizzò
questo solido appoggio finanziario per lanciare una serie di innovazioni.
Tra il 1928 e il 1933 l'azienda automobilistica
presentò nuovi modelli con motori ad 8 cilindri in linea e 12 cilindri a V,
i futuristici prototipi Silver Arrows, nuovi stili e miglioramenti di
tecnica ingegneristica. La clientela reagì positivamente e le vendite della
Pierce-Arrow aumentarono la quota aziendale nel mercato delle auto di lusso,
nonostante nel 1930 quest'ultimo fosse in diminuzione. In una situazione
così positiva, progetti "puramente teorici" come l'auto elettrica
di Tesla erano all'interno di questa sfera concettuale. Nella tradizionale
mistura di arroganza e ingenuità dell'azienda, niente sembrava impossibile.
Così, per le sperimentazioni era stata selezionata una
Pierce-Arrow Eight del 1931, proveniente dall'area di collaudo dell'azienda
a Buffalo, nello stato di New York. Il suo motore a combustione interna era
stato rimosso, lasciando intatti la frizione, il cambio e la trasmissione
verso l'asse posteriore. La normale batteria da 12 volt rimase al suo posto,
ma alla trasmissione era stato accoppiato un motore elettrico da 80 cavalli.
Tradizionalmente, le auto elettriche montavano motori a corrente continua
alimentati da batterie, dato che quella continua è il solo tipo di corrente
che le batterie possono fornire. Si sarebbe potuto utilizzare un
convertitore corrente continua / corrente alternata, ma a quei tempi tali
dispositivi erano troppo ingombranti per essere montati su un'automobile.
Il crepuscolo delle auto elettriche era già passato da
tempo, ma questa Pierce-Arrow non venne dotata di un semplice motore a
corrente continua. Si trattava di un motore elettrico a corrente alternata
progettato per raggiungere 1.800 giri al minuto. Il motore era lungo 102
centimetri
con un diametro di 76, senza spazzole e raffreddato ad aria per mezzo di una
ventola frontale, e presentava due terminali di alimentazione indirizzati
sotto il cruscotto ma lasciati senza collegamento. Tesla non disse chi
costruì il motore elettrico, ma si ritiene che fu una divisione della
Westinghouse. Sul retro dell'automobile era stata fissata un'antenna di 1,83
metri.
L'affare
"etere-Arrow"
Petar
Savo raggiunse il suo famoso parente, come quest'ultimo gli aveva chiesto, e
a New York salirono assieme su un treno diretto verso il nord dello stato
omonimo. Durante il viaggio l'inventore non commentò la natura
dell'esperimento.
Arrivati a Buffalo, si recarono presso un piccolo garage
dove trovarono la nuova Pierce-Arrow. Il Dr. Tesla sollevò il cofano e fece
qualche regolazione sul motore elettrico a corrente alternata sistemato al
suo interno. In seguito si recarono a predisporre gli strumenti di Tesla.
Nella camera di un hotel delle vicinanze il genio dell'elettricità si mise
a montare il suo dispositivo. In una valigia a forma di cassetta si era
portato dietro 12 valvole termoioniche. Savo descrisse le valvole "di
costruzione curiosa", sebbene in seguito almeno tre di esse siano state
identificate come valvole rettificatrici 70L7-GT. Furono inserite in un
dispositivo contenuto in una scatola lunga 61
centimetri, larga 30,5 e alta 15. Non era più grande
di un ricevitore radio ad onde corte. Al suo interno era predisposto tutto
il circuito elettronico comprese le 12 valvole, i cablaggi e le resistenze.
Due terminali da
6 millimetri
di diametro e della lunghezza di
7,6 centimetri
sembravano essere le connessioni per quelli del motore.
Ritornati all'auto dell'esperimento, misero il
contenitore in una posizione predisposta sotto il cruscotto dalla parte del
passeggero. Tesla inserì i due collegamenti controllando un voltmetro.
"Ora
abbiamo l'energia", dichiarò, porgendo la chiave d'accensione a suo
nipote. Sul cruscotto vi erano ulteriori strumenti che visualizzavano valori
che Tesla non spiegò.
Dietro richiesta dello zio, Savo mise in moto. "Il
motore è partito", disse Tesla. Savo non sentiva alcun rumore.
Nonostante ciò, col pioniere dell'elettricità sul sedile del passeggero,
Savo selezionò una marcia, premette sull'acceleratore e portò fuori
l'automobile.
Quel giorno Petar Savo guidò questo veicolo senza
combustibile per lungo tempo, per circa 80 chilometri
attorno a Buffalo, avanti e indietro nella campagna. Con un tachimetro
calibrato a
190 chilometri
orari a fondo scala, la Pierce-Arrow
venne spinta fino a 145 km/h, e sempre con lo stesso livello di
silenziosità del motore.
Mentre percorrevano la campagna Tesla diventava sempre
più disteso e fiducioso sulla sua invenzione; cominciò così a confidare a
suo nipote alcuni suoi segreti. Quel dispositivo poteva alimentare le
richieste di energia del veicolo per sempre, ma poteva addirittura
soddisfare il fabbisogno energetico di un'abitazione - e con energia in
avanzo.
Pur se riluttante, inizialmente, a spiegarne i principi
di funzionamento, Tesla dichiarò che il suo dispositivo era
semplicemente un ricevitore per una "misteriosa radiazione, che
proviene dall'etere" la quale "era disponibile in quantità
illimitata".
Riflettendo,
mormorò che "il genere umano dovrebbe essere molto grato per la sua
presenza".
Nel corso dei successivi otto giorni Tesla e Savo
provarono la Pierce-Arrow
in percorsi urbani ed extraurbani, dalle velocità estremamente lente ai 150 chilometri
all'ora. Le prestazioni erano analoghe a quelle di qualunque potente
automobile pluricilindrica dell'epoca, compresa la stessa Pierce Eight col
motore da 6000 cc di cilindrata e 125 cavalli di potenza.
Tesla raccontò a Savo che presto il ricevitore di energia sarebbe stato
utilizzato per la propulsione di treni, natanti, velivoli e automobili.
Alla fine della sperimentazione, l'inventore e il suo autista consegnarono
l'automobile in un luogo segreto, concordato in precedenza - il vecchio
granaio di una fattoria a circa
30 chilometri
da Buffalo. Lasciarono l'auto sul posto, ma Tesla si portò dietro il suo
dispositivo ricevitore e la chiave d'accensione.
Questo romanzesco aspetto dell'affare continuò. Petar
Savo raccolse delle indiscrezioni secondo le quali una segretaria aveva
parlato delle prove segrete ed era stata licenziata. Ciò spiegherebbe un
impreciso resoconto sulle sperimentazioni che apparve su diversi quotidiani.
Quando chiesero a Tesla da dove arrivasse l'energia, data l'evidente assenza
di batterie, egli rispose riluttante: "Dall'etere tutto attorno a
noi".
Alcuni suggerirono che Tesla fosse pazzo e in qualche modo collegato a forze
sinistre e occulte. Tesla fu incensato. Rientrò assieme alla sua scatola
misteriosa al suo laboratorio di New York. Terminò così la breve
esperienza di Tesla nel mondo dell'automobile.
Questo incidente dell'infrazione nella sicurezza può essere apocrifo, dato
che Tesla non disdegnava di utilizzare la pubblicità per promuovere le sue
idee ed invenzioni, sebbene quando questi dispositivi mettevano in pericolo
lo status quo dell'industria egli aveva ogni buona ragione per essere
circospetto nei suoi rapporti.
L'azienda Pierce-Arrow aveva già toccato il culmine del
suo successo nel 1930. Nel 1931 era in calo. Nel 1932 l'azienda perse 3 milioni di
dollari. Nel 1933 vi furono problemi amministrativi anche nell'azienda madre
Studebacker che vacillò sull'orlo della liquidazione. L'interesse passò
dall'innovazione alla pura sopravvivenza, e qui
la Pierce-Arrow
abbandona il nostro racconto.
Un
mistero all'interno di un enigma
Circa
un mese dopo la pubblicazione dell'episodio, Petar Savo ricevette una
telefonata da Lee DeForest, un amico di Tesla e pioniere nello sviluppo
delle valvole termoioniche. Egli chiese a Savo se i test lo avessero
soddisfatto. Savo rispose con entusiasmo e DeForest lodò Tesla come il più
grande scienziato vivente al mondo.
In seguito, Savo chiese a suo "zio" sugli
sviluppi del ricevitore energetico in altre applicazioni. Tesla rispose che
era in contatto con uno dei principali cantieri nautici per realizzare una
nave con un dispositivo simile a quello dell'automobile elettrica
sperimentale. Tuttavia, non gli si potevano chiedere maggiori dettagli dato
che era ipersensibile riguardo alla sicurezza del suo dispositivo - e non si
può dargli torto. In passato, potenti interessi avevano cercato di
ostracizzare Tesla, ostacolando ogni suo sforzo per promuovere ed applicare
le proprie tecnologie.
Chi scrive non è a conoscenza di alcun documento
pubblico che descriva un esperimento nautico, o se quest'ultimo accadde. Non
venne divulgata alcuna informazione.
Il New York Daily News del 2 aprile 1934 riportava un articolo intitolato
"Il sogno di Tesla di un'energia senza fili vicino alla realtà",
che descriveva un "esperimento programmato per spingere un'automobile
utilizzando la trasmissione senza fili di energia elettrica". Questo
successe dopo l'episodio e non vi era menzione di "free energy".
Nel periodo in cui l'automobile avrebbe dovuto essere
stata svelata, la Westinghouse Corporation, sotto la presidenza di F.A.
Merrick, pagò per la sistemazione di Tesla al New Yorker, il più nuovo e
lussuoso hotel di New York. In esso l'anziano scienziato visse gratuitamente
per tutto il resto della sua vita. Tesla venne anche reclutato dalla
Westinghouse per ricerche non ben specificate sulle trasmissioni senza fili
ed egli interruppe le sue dichiarazioni pubbliche sui raggi cosmici.
Forse che
la Westinghouse
comprò il riluttante silenzio di Tesla sulle sue scoperte free energy?
Oppure venne finanziato per proseguire dei progetti segreti talmente
speculativi da non costituire una minaccia per il complesso industriale
nell'immediato futuro? Cala il sipario su un mistero all'interno di un
enigma.
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(Nexus Magazine)
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