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[ Navigando Nell'Ignoto: Un'Intervista con Carlos Castaneda ] per la rivista Uno Mismo, Cile e Argentina, Febbraio 1997 di Daniel Trujillo Rivas Domanda: Signor Castaneda, per anni lei è rimasto in assoluto anonimato. Che cosa l'ha spinta a cambiare questa condizione e a parlare pubblicamente degli insegnamenti che lei e le sue tre compagne avete ricevuto dal nagual Juan Matus? Risposta: Ciò che ci obbliga a diffondere le idee di don Juan Matus è la necessità di chiarire cosa ci insegnò. Per noi questo è un compito che non può essere più rimandato. Le altre tre sue allieve ed io abbiamo raggiunto la conclusione unanime che il mondo in cui don Juan Matus ci introdusse è nelle possibilità percettive di tutti gli esseri umani. Abbiamo discusso tra noi su quale fosse la strada corretta da prendere. Rimanere nell'anonimato come ci aveva proposto don Juan? Non era un'opzione accettabile. L'altra strada possibile era di divulgare le idee di don Juan: una scelta molto più pericolosa e impegnativa, ma l'unica che, noi riteniamo, abbia la dignità con cui don Juan ha permeato tutto il suo insegnamento. D: Considerando ciò che lei ha detto circa l'imprevedibilità delle azioni di un guerriero, che noi abbiamo corroborato per tre decadi, possiamo aspettarci che questa fase pubblica duri per un po'? Fino a quando? R: Non c'è modo per
noi di stabilire un criterio temporale. Noi viviamo secondo le premesse
proposte da don Juan e non ce ne discostiamo mai. Don Juan Matus ci
fornì il formidabile esempio di un uomo che viveva secondo ciò che
diceva. E dico che è un esempio formidabile perché è la cosa più
difficile da emulare; essere monolitici e allo stesso tempo avere la
possibilità di fronteggiare qualsiasi cosa. Questo era il modo in cui
don Juan visse la sua vita. D: Per quanto ho potuto constatare, l'antropologia ortodossa, così come i presunti difensori dell'eredità culturale pre-colombiana dell'America, minano la credibilità del suo lavoro. La convinzione che il suo lavoro sia semplicemente il prodotto del suo talento letterario, che, in ogni caso, è eccezionale, oggi continua ad esistere. Anche in altri ambiti la accusano di avere doppi valori perché, presumibilmente, la sua vita e le sue attività contraddicono ciò che la maggioranza si aspetta da uno sciamano. Come può dissipare questi sospetti? R: Il sistema cognitivo
dell'uomo occidentale ci costringe a fare affidamento su idee
preconcette. Noi basiamo i nostri giudizi su qualcosa che è sempre
"a priori", per esempio l'idea di ciò che è
"ortodosso". Che cosa è l'antropologia ortodossa? Quella
insegnata nelle sale di conferenza universitarie? Qual'è il
comportamento di uno sciamano? Mettersi piume sulla testa e ballare per
gli spiriti? D: Qual'è lo scopo di non permettere di essere fotografato, di registrare la sua voce o rendere noti i suoi dati biografici? Questo potrebbe influire su ciò che lei ha raggiunto nel suo lavoro spirituale e se sì, come? Non pensa che sapere chi lei sia veramente potrebbe essere utile per alcuni sinceri ricercatori della verità come modo di corroborare che è veramente possibile seguire il sentiero che lei promulga? R: In riferimento alle fotografie e ai dati personali, le altre tre apprendiste di don Juan ed io stesso seguiamo le sue istruzioni. Per uno sciamano come don Juan, la principale idea dietro l'astenersi dal rivelare i dati personali è molto semplice. È imperativo lasciare da parte quello che egli chiamava "storia personale". Allontanarsi dal "me" è qualcosa di estremamente fastidioso e difficile. Ciò che gli sciamani come don Juan cercano è uno stato di fluidità dove il "me" personale non conta. Egli credeva che l'assenza di fotografie e dati personali influisca su chiunque entri in questo campo di azioni in modo positivo, sebbene subliminale. Noi abbiamo l'incessante abitudine di usare fotografie, registrazioni e dati personali, ognuno dei quali nasce dall'idea di importanza personale. Don Juan diceva che è meglio non sapere nulla di uno sciamano; in questo modo invece di incontrare una persona, si incontra un'idea che può essere sostenuta; l'opposto di ciò che succede nel mondo quotidiano dove abbiamo di fronte solo persone che hanno numerosi problemi psicologici ma non idee, tutte queste persone piene fino all'orlo di "io, io, io". D: Coloro che la seguono, come dovrebbero interpretare la pubblicità e l'infrastruttura commerciale a lato del suo lavoro letterario e che circonda la conoscenza che lei e i suoi compagni diffondete? Qual'è la sua vera relazione con Cleargreen, Incorporated e le altre società (Laugan Productions, Toltec Artists)? Sto parlando di un legame commerciale. R: A questo punto nel
mio lavoro ho avuto bisogno di qualcuno capace di rappresentarmi in
relazione alla diffusione delle idee di don Juan Matus. Cleargreen è
una società che ha grandi affinità con il nostro lavoro, così come
Laugan Productions e Toltec Artists. L'idea di diffondere gli
insegnamenti di don Juan nel mondo moderno implica l'uso di mezzi
commerciali e artistici che non sono alla mia personale portata. Come
società aventi una affinità con le idee di don Juan, Cleargreen,
Laugan Productions e Toltec Artists sono capaci di fornire i mezzi per
divulgare ciò che io voglio divulgare. D: C'è un gran numero di persone che in un modo o nell'altro, "si attaccano" a lei per acquisire pubblica notorietà. Qual'è la sua opinione riguardo alle azioni di Victor Sanchez, che ha interpretato e riorganizzato i suoi insegnamenti per elaborare una teoria personale? E dell'asserzione di Ken Eagle Feather che è stato scelto da don Juan per essere il suo discepolo, e che don Juan tornò indietro solo per lui? R: Effettivamente c'è
un gran numero di persone che si autodefiniscono miei studenti o
studenti di don Juan, persone che non ho mai incontrato e che, posso
garantire, don Juan non incontrò mai. Don Juan Matus era interessato
esclusivamente alla perpetuazione del suo lignaggio di sciamani. Ebbe
quattro apprendisti che sono qui ancora oggi. Ne ebbe altri che
partirono con lui. Don Juan non era interessato all'insegnamento della
sua conoscenza; la insegnò ai suoi discepoli perché continuassero il
suo lignaggio. Dato che non possono continuare il lignaggio, i suoi
quattro discepoli sono obbligati a divulgare le sue idee. D: Consideriamo che la parola "spiritualità" significhi stato di coscienza in cui gli esseri umani sono pienamente in grado di controllare i potenziali della specie, qualcosa raggiungibile dalla trascendenza della semplice condizione animale attraverso una dura preparazione psichica, morale e intellettuale. È d'accordo con questa asserzione? Com' è integrato il mondo di don Juan in questo contesto? R: Per don Juan Matus,
uno sciamano pragmatico ed estremamente sobrio,
"spiritualità" era un'idealità vuota, un'asserzione senza
basi che noi crediamo essere molto bella perché è rivestita di
concetti letterari ed espressioni poetiche, ma che non va mai oltre
quello. D: Lei ha sottolineato che la sua attività letteraria, così come quella di Taisha Abelar e di Florinda Donner-Grau, è il risultato delle istruzioni di don Juan. Qual'è lo scopo di questo? R: Lo scopo di scrivere
quei libri fu dato da don Juan. Egli asserì che anche se non si è
scrittori si può scrivere, ma lo scrivere è trasformato da azione
letteraria in azione sciamanistica. Ciò che decide il soggetto e lo
svolgimento di un libro, non è la mente dello scrittore ma piuttosto
una forza che gli sciamani considerano essere la base dell'universo, e
che loro chiamano intento. È L'intento che decide la
produzione di uno sciamano, che sia letteraria o di qualsiasi altro
genere. D: Se lei mi permette di asserire ciò che segue, il suo lavoro letterario presenta concetti che hanno stretta relazione con insegnamenti filosofici orientali, ma contraddice ciò che comunemente si conosce circa la cultura indigena messicana. Quali sono le similitudini e le differenze tra l'una e l'altra? R: Non ne ho la minima idea. Non sono un esperto di nessuna delle due. Il mio lavoro consiste in un rapporto fenomenologico sul mondo cognitivo al quale don Juan Matus mi introdusse. Dal punto di vista della fenomenologia come metodo filosofico, è impossibile fare asserzioni che siano relazionate al fenomeno in esame. Il mondo di don Juan è così vasto, così misterioso e contraddittorio, che non si presta ad un esercizio di esposizione lineare; il massimo che si può fare è descriverlo, e anche solo questo è uno sforzo supremo. D: Presupponendo che gli insegnamenti di don Juan siano diventati parte della letteratura occulta, qual'è la sua opinione circa altri insegnamenti in questa categoria, per esempio la filosofia massonica, il Rosacrocianesimo, l'Ermetismo e discipline come la Cabala, i Tarocchi e l'Astrologia quando le compariamo al nagualismo? Ha mai avuto o mantiene qualche contatto con qualcuna di queste o con i loro devoti? R: Ancora una volta, non ho la minima idea di quali siano le premesse, o i punti di vista e i soggetti di queste discipline. Don Juan ci presentò il problema di navigare nell'ignoto e questo richiede tutto il nostro sforzo disponibile. D: Alcuni concetti del suo lavoro, come il punto d'assemblaggio, i filamenti energetici che costituiscono l'universo, il mondo degli esseri inorganici, l'intento, l'agguato e il sognare, hanno un equivalente nella conoscenza occidentale? Per esempio, ci sono alcune persone che ritengono che l'uomo visto come uovo luminoso sia un modo di definire l'aura. R: Per quanto ne so,
nulla di ciò che don Juan ci insegnò sembra avere una controparte
nella conoscenza occidentale. D: Concentrandosi specificatamente sul suo lavoro letterario, i suoi lettori trovano differenti Carlos Castaneda. Prima troviamo uno studioso occidentale un po' incompetente, permanentemente confuso dal potere di vecchi indiani come don Juan e don Genaro (principalmente in A Scuola dallo Stregone, Una Realtà Separata, Viaggio a Ixtlan, L'Isola del Tonal e Il Secondo Anello del Potere). Più tardi troviamo un apprendista esperto in sciamanesimo (ne Il Dono dell'Aquila, Il Fuoco dal Profondo e particolarmente ne L'Arte del Sognare). Se lei è d'accordo con questa valutazione, quando e come cessò di essere l'uno per divenire l'altro? R: Non mi considero uno sciamano o un maestro, o uno studente di sciamanesimo ad un livello avanzato; non mi considero un antropologo o uno scienziato sociale nel mondo occidentale. Le mie presentazioni sono state tutte descrizioni di un fenomeno che è impossibile discernere sotto le condizioni della conoscenza lineare del mondo occidentale. Non potrei mai spiegare cosa don Juan mi stava insegnando in termini di causa ed effetto. Non c'era modo di predire cosa stesse per dire o cosa stesse per succedere. In tali circostanze, il passaggio da uno stato all'altro è soggettivo, e non qualcosa di elaborato, premeditato o un prodotto di saggezza. D: Si possono trovare episodi nel suo lavoro letterario che sono veramente incredibili per la mente occidentale. Come può chi non è un iniziato verificare che tutte quelle "realtà separate" sono reali come lei dichiara? R: Può essere facilmente verificato coinvolgendo il proprio intero corpo invece della sola mente. Non si può entrare nel mondo di don Juan intellettualmente, come un dilettante che cerca conoscenza veloce e rapida. Nel mondo di don Juan, nulla può essere verificato con certezza. La sola cosa che possiamo fare è di arrivare ad uno stato di consapevolezza accresciuta che ci permetta di percepire il mondo intorno a noi in una maniera più inclusiva. In altre parole, la meta dello sciamanesimo di don Juan è di rompere i parametri della percezione storica e quotidiana e di percepire l'ignoto. Questo è il motivo per cui egli si definiva un navigatore dell'infinito. Asseriva che l'infinito si trova dietro i parametri della percezione quotidiana. Rompere questi parametri era lo scopo della sua vita. Poiché era uno sciamano straordinario, egli instillò quel medesimo desiderio in tutti e quattro noi. Ci forzò a trascendere l'intelletto ed incorporare il concetto di rompere i parametri della percezione storica. D: Lei asserisce che la caratteristica basilare degli esseri umani è di essere "percettori di energia". Si riferisce al movimento del punto d'assemblaggio come a un fattore necessario per percepire l'energia direttamente. Come può questo essere utile ad un uomo del 21° secolo? Secondo i concetti definiti precedentemente, come può il conseguimento di questa meta aiutare il progresso spirituale di qualcuno? R: Gli sciamani come
don Juan asseriscono che tutti gli esseri umani hanno la capacità di
vedere l'energia direttamente così come fluisce nell'universo. Credono
che il punto d'assemblaggio, come lo chiamano, è un punto che esiste
nella sfera totale di energia dell'uomo. In altre parole, quando uno
sciamano percepisce un uomo come energia che fluisce nell'universo, vede
una palla luminosa. In quella palla luminosa, lo sciamano può vedere un
punto di maggiore brillantezza, situato all'altezza delle scapole,
approssimativamente ad un braccio di distanza dietro di esse. Gli
sciamani sostengono che la percezione viene assemblata in questo punto;
che l'energia che fluisce nell'universo viene qui trasformata in dati
sensoriali, e che i dati sensoriali vengono poi interpretati, dando come
risultato il mondo della vita quotidiana. Gli sciamani asseriscono che
ci viene insegnato a interpretare, e di conseguenza a percepire. D: Lei ha presentato recentemente una disciplina fisica chiamata Tensegrità. Può spiegare che cosa è esattamente? Qual'è il suo scopo? Quale beneficio spirituale può ottenere una persona che la pratica individualmente? R: Secondo ciò che don
Juan Matus ci insegnò, gli sciamani che vissero nel Messico antico
scoprirono una serie di movimenti che quando eseguiti dal corpo
determinavano un tale benessere fisico e mentale che decisero di
chiamare quei movimenti passi magici. D: Oltre alle sue tre compagne, la gente che partecipa ai suoi seminari, ha incontrato altre persone, come le Chacmools, le Inseguitrici dell'Energia, gli Elementi, l'Esploratore Azzurro... chi sono? Sono parte di una nuova generazione di veggenti guidati da lei? Se così fosse, come si può diventare parte di questo gruppo di apprendisti? R: Ognuna di queste
persone è un essere specifico che don Juan Matus, come guida del suo
lignaggio, ci chiese di aspettare. Predisse l'arrivo di ognuno di loro
come parte integrale di una visione. Poiché il lignaggio di don Juan
non poteva continuare, a causa della configurazione energetica dei suoi
quattro studenti, il loro compito fu trasformato dal perpetuare il
lignaggio al chiuderlo, se possibile con una fibbia d'oro. D: In Lettori dell'Infinito, lei ha usato il termine "navigare" per definire ciò che fanno gli stregoni. State issando le vele per cominciare presto il viaggio definitivo? Il lignaggio dei guerrieri toltechi custodi di questa conoscenza, finirà con voi? R: Si, è esatto, il lignaggio di don Juan finisce con noi. D: C'è una domanda che mi sono posto spesso: la strada del guerriero include come fanno altre discipline, lavoro spirituale per coppie? R: La strada del guerriero include tutto e tutti. Ci può essere un'intera famiglia di guerrieri impeccabili. La difficoltà si trova nel terribile fatto che le relazioni individuali sono basate su investimenti emotivi, e nel momento in cui il praticante mette veramente in pratica ciò che lei/lui ha imparato, la relazione si frantuma. Nel mondo di ogni giorno, gli investimenti emozionali normalmente non sono esaminati, e viviamo un'intera vita aspettando di essere ricambiati. Don Juan disse che ero un investitore duro a morire e che il mio modo di vivere e provare sentimenti poteva essere descritto semplicemente: "Io do solo ciò che gli altri mi danno." D: Quale aspirazione di un possibile miglioramento dovrebbe avere qualcuno che desideri lavorare spiritualmente secondo la conoscenza divulgata nei suoi libri? Che cosa raccomanderebbe a coloro che desiderano praticare gli insegnamenti di don Juan da soli? R: Non c'é modo di
porre un limite su ciò che si può realizzare individualmente se
l'intento è un intento impeccabile. Gli insegnamenti di don Juan non
sono spirituali. Lo ripeto perché la questione è emersa più e più
volte. L'idea di spiritualità non calza con la disciplina di ferro di
un guerriero. La cosa più importante per uno sciamano come don Juan, è
l'idea di pragmatismo. Egli distrusse le mie velleità e mi fece vedere
che, da vero uomo occidentale, non ero né pragmatico né spirituale.
Arrivai a capire che ripetevo la parola "spiritualità" per
contrastarla con l'aspetto mercenario del mondo della vita quotidiana.
Volevo fuggire dal mercantilismo del mondo della vita di ogni giorno ed
il forte desiderio di fare questo lo chiamavo spiritualità. Realizzai
che don Juan aveva ragione quando pretendeva che arrivassi ad una
conclusione; di definire ciò che consideravo spiritualità. Non sapevo
di che cosa stessi parlando. D: C'è qualcosa che lei vorrebbe spiegare alla gente sudamericana, in special modo ai cileni? Vorrebbe fare qualche altra dichiarazione in aggiunta alle sue risposte alle nostre domande? R: Non ho nulla da
aggiungere. Tutti gli esseri umani sono allo stesso livello. All'inizio
del mio apprendistato, don Juan Matus provò a farmi vedere come la
situazione dell'uomo fosse comune a tutti. Io, da sudamericano, ero
molto coinvolto, intellettualmente, con l'idea della riforma sociale. Un
giorno rivolsi a don Juan quella che pensavo fosse una domanda assoluta:
Come può rimanere impassibile di fronte alla situazione terribile dei
suoi compagni uomini, gli indiani yaqui di Sonora? [ Tensegrità ]
La Tensegrità è la versione ammodernata di alcuni movimenti chiamati passi
magici sviluppati dagli sciamani indiani che vissero in Messico in
tempi precedenti alla Conquista Spagnola. La parola Tensegrità è presa in prestito da un architetto, ingegnere, scienziato e sognatore che Carlos Castaneda ammirava: R. Buckminster Fuller, il quale descriveva tensegrity come una combinazione di integrità sottoposta a tensione, le forze al lavoro in una struttura formata da una rete di compressione circoscritta, o da elementi rigidi interconnessi attraverso elementi di tensione o elastici che danno alla struttura la sua generale integrità. Per questa proprietà elastica di interconnessione, quando un elemento della struttura di tensegrità viene modificato, questo cambiamento è risentito dall'intera struttura, tutti gli altri elementi si modificano, o si adattano a questi movimenti, flettendosi senza rompersi, per una nuova configurazione. Carlos Castaneda considerava questo processo, Tensegrità, come una perfetta descrizione energetica della pratica moderna dei passi magici e del modo di essere che don Juan Matus gli aveva insegnato. Nel caso dei passi magici, Tensegrità si riferisce all'interazione tra la tensione e il rilassamento dei tendini e dei muscoli, e le loro controparti energetiche, in una maniera che contribuisce alla totale integrità del corpo inteso come unità fisica ed energetica. Nel caso della vita quotidiana, Carlos Castaneda diceva: la Tensegrità è un'arte: l'arte di adattarsi alla propria energia, e all'energia degli altri in un modo che contribuisce all'integrità della comunità che siamo. Carlos Castaneda Cleargreen,
Incorporated http://www.castaneda.com/mirrors/italian/index.html |
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